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Eventi culturali

ACCADDE IN ROCCA

FONDAZIONE DI VIGNOLA e TEATRO DEL VICOLO

presentano

LA MOSTARDA

da un processo celebrato nella Rocca di Vignola nel 1754
Ricerche Storiche a cura del Centro di Documentazione della Fondazione di Vignola
su documenti conservati presso l’Archivio Storico Comunale di Vignola

Sala dei Contrari, Rocca di Vignola
mercoledì 14 dicembre 2005 – ore 21.00

Ingresso Libero

Testo Musiche e Regia di ANTONIO FAVA

con

Ferruccio Fava, Luisa Galfano, Deborah Gambino,
Ian Martin, Fabrizio Paladin, Mattia Silvani

al piano Marcella Fava

costumi di Deborah Gambino

Organizzazione:
Dina Buccino
Teatro del Vicolo 0522 703865 - 3385864308
www.commediabyfava.it

 

ACCADDE IN ROCCA

La Rocca di Vignola non è solo un monumento del passato. Ancora oggi, le torri, le sale affrescate, i camminamenti e le prigioni appaiono come un luogo in cui memoria e vita reale si incontrano e parlano. Per secoli queste mura hanno ospitato e osservato la quotidianità e gli eventi straordinari accaduti a Vignola e nel suo esteso territorio feudale. La vita dei singoli e di un’intera comunità ha per così dire permeato nel corso del tempo ogni angolo e ogni andito dell’edificio, che in tal modo è riuscito a mantenersi vivo sino ai nostri giorni.
Quante volte è successo, a coloro che si aggiravano per stanze, scale e labirintici percorsi, di immaginare e desiderare che le pareti, per un’arcana magia, iniziassero a parlare, narrando i fatti di cui erano state mute testimoni? Accadde in Rocca è un progetto che si propone di realizzare, per quanto possibile, tale fantasia.
Si è pensato di affrontare l’impresa, assai ardua e non priva di rischi, favorendo un felice incontro tra il rigore scientifico, proprio della ricerca storica condotta sui documenti, e la capacità espressiva del linguaggio e dell’azione teatrale. I frutti del lavoro svolto in archivio dal Centro di Documentazione si trasformeranno così in rappresentazioni e allestimenti che porteranno in scena fatti, personaggi, stati d’animo, atteggiamenti e mentalità proprio laddove accaddero, agirono e si manifestarono. L’intento è quello di andare oltre la rievocazione storica per intavolare una sorta di dialogo con il passato, in cui il genius loci si insinui con leggerezza per aiutare nella comprensione di comportamenti, passioni e pensieri emersi da epoche lontane ma ancora ben riconoscibili nella realtà quotidiana.
Mettendo in scena se stessa, la Rocca dà un’ulteriore dimostrazione di vitalità. Il percorso, che prende avvio con la messa in scena de La Mostarda, rappresenta infatti la prima realizzazione di un cammino in cui si spera di coinvolgere attivamente il mondo della scuola e l’associazionismo culturale.

Centro di Documentazione della Fondazione di Vignola

 

NOTE DI REGIA

“Mostarda” è il nomignolo dato a tale Maria Dominici Montalogni, detta anche “la Duchessa”, che è (sarebbe) parte lesa nel processo a carico di Giulio Valmori, il quale l’avrebbe insultata e fatta oggetto di ‘atti osceni’.
Ciò accadde in Vignola nell’a.D. 1754. Il processo si celebrò in Rocca in alcune sedute comprese fra il 13 marzo ed il primo di aprile dello stesso anno.
Il fatto, o fattaccio, si evince dagli atti del processo, che ci danno sufficienti informazioni per ricavarne un vero e proprio canovaccio sul quale costruire un’azione teatrale.
Azione teatrale nella più schietta tradizione comica italiana, quella delle maschere, quella della Commedia dell’Arte. Tuttavia, l’azione del processo, il ‘dibattimento’, non è affidata alle maschere. La scelta estetica comprende, ad un tempo, un realismo scenico per il processo propriamente detto e lo stile in commedia per le ricostruzioni dei fatti. Quando le persone coinvolte nel processo parlano, esse sono reali, sono cioè la ricostruzione teatrale di persone reali; quando la narrazione dei fatti da parte di uno di questi personaggi viene sceneggiata, subentra lo stile Commedia, e le persone che passano all’actio sono degli zanni che rifanno, nel modo che è loro proprio, l’azione dei fatti a cui ci si riferisce.
Finzione assoluta e fatti veri si fondono e finiscono con l’assomigliarsi molto. La verità storica è rispettata, ma essa è al servizio di forme poetiche come lo è il teatro, si universalizza e si fa exemplum di un particolare momento della condizione umana-sociale.
Le due dimensioni proposte, quella di avvicinamento alla realtà – ossia il processo così come ci risulta essersi svolto – , e quella di ‘esasperazione spettacolare della realtà’, che è quella delle ricostruzioni dei fatti – che è un vero invito alla soluzione teatro nel teatro – , ci offrono il succo di ogni rappresentazione teatrale: l’equilibrio tra verità e finzione.
La scelta comica è quasi obbligata: i fatti si presentano di una straordinaria somiglianza con i canovacci classici della Commedia: sempre si tratta di vita quotidiana conflittuale, di esasperata normalità, di disperata voglia e gioia di vivere, in un mondo dove la ricerca della propria pace e del proprio piacere e costellata di insulti, botte da orbi, diffamazioni, umiliazioni e lieti fini che altro non sono, questi ultimi, che ritorni alla precedente, provvisoria, quiete.
La Compagnia del Teatro del Vicolo è composta, per questa MOSTARDA, da attori e attrici formati alla Scuola di chi scrive queste note: eccellenti interpreti del Comico, del Tragicomico, della Maschera.
Avvolge tutto quanto accade, protettiva ed inquietante, luminosa e severa, la Rocca di Vignola.

Buon divertimento

Antonio Fava

 

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