Attività Istituzionale
Eventi culturali

I Grandi Interpreti del Teatro 2006
Rocca di Vignola
Sala dei Contrari - Via Ponte Muratori
22 febbraio - 2 maggio 2006
I Grandi Interpreti del Teatro - PAOLO POLI: modifica data
Informiamo il gentile pubblico che a causa di problemi tecnici lo spettacolo di Paolo Poli Favole, inizialmente previsto per mercoledì 19 aprile, sarà posticipato a martedì 2 maggio, sempre alle ore 21.
Gli abbonamenti ed i biglietti già acquistati restano validi.
Per informazioni: Rocca di Vignola 059/77.52.46
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Abbonamento a 5 spettacoli
intero € 55,00 - ridotto € 40,00
Biglietti
intero € 15,00 - ridotto € 10,00
Hanno diritto alle riduzioni
i giovani di età inferiore ai 25 anni e oltre i 60 anni.
Prevendita abbonamenti
Rocca di Vignola - Piazza dei Contrari, 4
Dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 12
e dalle ore 16 alle 17,30. Lunedì chiuso.
Prevendita biglietti
Rocca di Vignola - Piazza dei Contrari, 4
5 giorni prima di ogni spettacolo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 17.30. Lunedì chiuso.
Biglietteria nelle sere di spettacolo
Rocca di Vignola - Via Ponte Muratori, dalle ore 20
Inizio spettacoli ore 21
A spettacolo iniziato non sarà consentito l'ingresso in sala.
Per informazioni:
Rocca di Vignola - Tel. 059.775.246
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Sull’onda del successo riscosso dalle precedenti edizioni de I Grandi Interpreti del Teatro, la Fondazione di Vignola e l’Amministrazione Comunale ripropongono, in collaborazione con Emilia Romagna Teatro, una rassegna che è divenuta appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro vignolesi e non solo, visto l’interesse suscitato dagli spettacoli organizzati gli anni scorsi presso la Sala dei Contrari. La particolare tipologia di quest’ultima contribuisce certamente alla creazione delle suggestioni molto particolari suscitate nel corso delle rassegne precedenti, caratterizzate peraltro dall’altissima classe di ogni singolo evento proposto. Anche quest’anno in programma sono incluse performance che ci si aspetta possano arricchire l’offerta culturale della città di Vignola quanto le passate edizioni, con l’augurio che il pubblico possa godere di serate che uniscano la qualità dei contenuti alla piacevolezza dei racconti.
L'Assessore alla Cultura
del Comune di Vignola
Dott.ssa Daria Denti
Il Presidente
della Fondazione di Vignola
Avv. Giovanni Zanasi
In linea con i precedenti appuntamenti con I Grandi Interpreti del Teatro, l’edizione 2006 della rassegna che per il quarto anno consecutivo porta alla Sala dei Contrari della Rocca di Vignola alcuni dei maggiori artisti teatrali italiani si caratterizza per l’indubbio spessore dei contenuti di ciascuno degli spettacoli proposti: prima di tutto, per la levatura degli interpreti, come giustamente richiesto dal titolo della manifestazione; accanto a questo, per l’intensità dei significati racchiusi in ognuna delle cinque serate presentate al pubblico vignolese. E’ un “teatro da camera”, quello che può permettersi, per ragioni logistiche, la sala della Rocca, che non ha nulla da invidiare al fratello maggiore che usufruisce dei più grandi palcoscenici, in virtù della presenza di figure quali Paolo Poli, Virginio Gazzolo, Milena Vukotic, Eugenio Allegri e Maria Paiato, nomi che non necessiterebbero di presentazione agli amanti della prosa, ma così importanti da godere di alto prestigio anche presso un pubblico ben più ampio. Paolo Poli è infatti un personaggio amato pensiamo indistintamente da chiunque abbia avuto anche solo un’occasione fuggevole per incontrarlo, per come è capace di trasformare in piacevole colloquio qualsivoglia disquisizione su qualunque tema, peraltro mai banale perché uno come lui sa conferire dignità artistico-letteraria praticamente ad ogni argomento; in questo caso, poi, si misura con un testo leggero solo per la leggiadria dei contenuti delle Favole di Perrault nella traduzione di Collodi, accompagnate dalle musiche di Eric Satie eseguite da Antonio Ballista: un’operazione di assoluto valore. Su un’analoga lunghezza d’onda sarà lo spettacolo di Milena Vukotic, che lo precederà subito prima di Pasqua, un Alice nel Paese delle Meraviglie adattato e ridotto da Valeria Moretti, in cui si intrecciano e si confondono in un gioco magico e misterioso la protagonista del capolavoro di Lewis Carrol e Alice Liddell, la bimba reale ispiratrice del racconto. Entrambi si preannunciano come saggi di bravura in grado di originare piccoli capolavori. Ma non sarà da meno la lettura leopardiana di Virginio Gazzolo, che proporrà un volto meno conosciuto dell’artista recanatese, quello di un poeta giovane vitale e ribelle, avido d’amore e di gelati, colto attraverso alcuni dei suoi scritti più intimi. Eugenio Allegri, uno degli attori maggiormente apprezzati sia dal pubblico che dalla critica nel corso degli ultimi quindici/vent’anni, si misurerà invece con un testo di Ian McEwan, l’autore di capolavori come Il giardino di cemento o L’inventore di sogni; ne L’uomo dell’armadio la paura di crescere, i sogni, le fobie infantili saranno i temi contenuti in un testo tragico e struggente dedicato al non di rado problematico rapporto con i genitori. Infine, Maria Paiato presenterà uno spettacolo che sta trasformandosi in un vero e proprio “caso” teatrale, per la forza espressiva e la ricchezza dei contenuti che possiede la sua interpretazione de La Maria Zanella, che narra le difficoltà materiali e psicologiche di una donna scampata all’alluvione del Polesine del 1951.
Ancora una volta, dunque, una straordinaria rassegna di piccoli eventi teatrali testimoni della vitalità di un’arte della quale l’uomo contemporaneo, nonostante le molteplici sollecitazioni che parrebbero invitarlo a dedicarsi a ben altro, sembrerebbe non riuscire a fare decisamente a meno.
Andrea Marcheselli
Programma della manifestazione:
Mercoledì 22 febbraio 2006
VIRGINIO GAZZOLO
Leopardi. Lettera a un giovane del 20° secolo
regia Virginio Gazzolo
suono Pierluigi Calzolai
costumi Elena Dal Pozzo
luci Paolo Mazzi
(Leggi la scheda...)
Un intreccio drammaturgico basato su alcuni Canti di Giacomo Leopardi e su alcuni dei suoi scritti più intimi, come lettere, appunti, ricordi d’infanzia e d’adolescenza, si arricchisce, in questa serata dedicata ad uno dei tratti meno frequentati della personalità dell’artista recanatese, con l’abbozzo di una lettera ad un amico futuro, un giovane del nostro tempo. Una lettera che in verità non fu mai scritta compiutamente, rimanendo sostanzialmente un progetto, uno dei tanti abbandonati lungo il percorso testimoniato dallo Zibaldone di pensieri. Ne emerge un ritratto del poeta da giovane, avido d’amore e di gelati, vitale e ribelle, abbarbicato alla terra e diffidente delle astrazioni, innamorato della vita e avverso a ogni fanatismo ideologico, religioso, culturale, che inventi esseri superiori. Siamo pressappoco nella primavera del 1827 quando Leopardi congettura “una civilizzazione dei bruti, e massime di qualche specie, come delle scimmie, da operarsi dagli uomini a lungo andare, come si vede che gli uomini civili hanno incivilito molte nazioni o barbare o selvagge”, giacché “la civilizzazione tende naturalmente a propagarsi…finché vi sieno creature civilizzabili e associabili al gran corpo della civilizzazione, alla grande alleanza degli esseri intelligenti contro alla natura e alle cose non intelligenti”. Una stravaganza, forse, ma che non può non incuriosire e trasformarsi in un apprezzabile invito alla riflessione.
Domenica 5 marzo 2006
EUGENIO ALLEGRI
L’ uomo dell’armadio
di Ian McEwan
regia Giorgio Gallione
scene e costumi Lorenza Gioberti
luci Pietro Ferrari
(Leggi la scheda...)
Nel racconto di Ian McEwan qui adattato per la rappresentazione scenica siamo di fronte ad un lavoro di bisturi e scandaglio che indaga il mondo enigmatico e talvolta perverso dell’infanzia, colta nel momento della trasformazione in adolescenza. Sogni infantili, paure, fatica di crescere, rapporti di amore e odio con i genitori costituiscono la trama emotiva e teatralissima di questo monologo, un testo tragico e struggente che narra di un uomo/bambino segregato in casa da una madre folle. Obbligato al seggiolone fino all’età adulta, nutrito solo di pappine, improvvisamente viene abbandonato, per cui si trova a dover subire l’aggressione del mondo esterno che non può accettare la sua situazione e lo sottopone ad allucinanti prove di sopravvivenza. McEwan è uno degli scrittori contemporanei americani più prestigiosi; interessato da sempre alle tematiche riguardanti l’adolescenza, è solito creare personaggi anomali, non omologati, che impegna in affabulazioni di efficacia straordinaria grazie ad una scrittura estremamente controllata, di forte impatto emotivo benché di un’asciuttezza quasi algida. Eugenio Allegri è l’interprete ideale di una maschera così complessa: con l’ausilio di poche, misere cose riesce a ricreare un microcosmo straordinario, ricchissimo di valenze altamente significative.
Mercoledì 29 marzo 2006
MARIA PAIATO
La Maria Zanella
di Sergio Pierattini
regia Maurizio Panici
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Una casa reca ancora sulla facciata i segni indelebili dell’alluvione: la riga nera è come un bollo che autentica il disastro vissuto dall’intero microcosmo polesano che nel 1951 è stato devastato dalla furia del Po. L’angoscia, le malinconie di Maria Zanella sono l’emblema di quella gente, che non può dirsi rovinata, perché c’era davvero poco da rovinare, ma devastata sì, soprattutto nell’anima. Maria è stata costretta dalla sorella a vendere la casa, ormai pericolante, entro la quale è cresciuta, ha vissuto tutta la sua esistenza. Ogni notte si trova a lottare contro le paure che l’assalgono, che poi sono le medesime di chi ha conosciuto il doloroso distacco dai luoghi affettivi. Un atto inesorabile ma duro quasi quanto la morte. In un flusso di parole che restituiscono il senso della violenza della rimozione, emerge la consapevolezza di non sentirsi amati per quello che si è. Mobile, vera, senza un gesto o alcun tono retorico, una straordinaria Maria Paiato restituisce la figura tenera e drammatica di una giovane donna segnata per sempre dalla tragedia dell’alluvione.
Lunedì 10 aprile 2006
MILENA VUKOTIC
Alice nel paese delle meraviglie
adattamento e riduzione di Valeria Moretti
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Durante una gita in barca Lewis Carroll inventa per una bambina, Alice Liddell, una storia nella quale quella stessa bambina viene scaraventata nella tana di un coniglio, dando l’avvio ad innumerevoli, stravaganti avventure. Alice nel paese delle meraviglie nasce così, con la leggerezza di un’ispirazione estemporanea, scaturita a voce. Valeria Moretti ha indagato sulle possibili relazioni stabilitesi tra il narratore, l’ascoltatrice e il soggetto del racconto, giungendo ad intrecciare, in un testo teatrale, l’Alice di carne con quella di carta, confondendole in un gioco magico e misterioso. L’immaginario dell’una si fonde coi sogni dell’altra, generando suggestioni, metamorfosi, incantesimi. Un’altra Alice si interseca con le prime due: è Milena Vukotic, attrice straordinaria al punto da impedirne la riconoscibilità dai personaggi interpretati. Tuttavia anche le biografie a volte si intrecciano. E così l’autentica Alice, vendendo, ormai anziana, il manoscritto originale dedicatole da Carroll, è come se abbandonasse il Paese delle Meraviglie alla stregua della sua omonima immaginaria: ma è in quello stesso Paese che vengono entrambe risprofondate dall’intervento dell’Alice/Milena che non meno di loro sa orientarsi nei favolosi meandri dell’immaginazione.
Martedì 2 maggio 2006
PAOLO POLI
Favole
tradotte da Collodi e musiche di Ravel
Antonio Ballista pianoforte
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Una decina di anni prima di scrivere Pinocchio, Collodi aveva raccolto, in un volume intitolato I racconti delle fate, alcune delle più belle fiabe scritte per la corte del Re Sole da autori come Perrault o Mademoiselle de Beaumont. Il piccolo capolavoro compiuto dallo scrittore toscano fu di adattare le luci e i vezzi di Versailles alla ben più umile corte granducale fiorentina senza che il confronto risultasse mortificante per quest’ultima, grazie soprattutto ad alcuni suoi preziosismi letterari. Arricchite dagli interventi musicali di compositori quali Ravel, Prokofiev, affidate all’interpretazione di una coppia di artisti eccezionali come Paolo Poli e Antonio Ballista, il cui virtuosismo non è mai semplicemente fine a se stesso, queste storie possono ancora incantare qualsiasi pubblico sia per la poesia che per i caratteri archetipici dei loro contenuti, assolutamente moderni per quanto riescano a rivelarsi superiori a qualsivoglia necessità di contestualizzazione, proprio perché attraverso di esse è l’uomo, nella sua accezione più completa, a svelare i meccanismi della propria essenza interiore.
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