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Eventi culturali

I Grandi Interpreti del Teatro 2010

Rocca di Vignola
Sala dei Contrari - Via Ponte Muratori
12 febbraio – 30 marzo 2010

Abbonamento a 3 spettacoli
intero € 40,00 - ridotto € 27,00

Biglietti
intero € 15,00 - ridotto € 10,00
Hanno diritto alle riduzioni i giovani di età inferiore ai 29 anni e le persone oltre i 60 anni.

Vendita abbonamenti
dal 23 gennaio al 6 febbraio 2010 per gli abbonati dello scorso anno che potranno esercitare il diritto di prelazione, dal 7 all’ 12 febbraio 2010 per i nuovi abbonati.

Prevendita biglietti

1 giorno prima di ogni spettacolo.

Prevendita
Rocca di Vignola – Piazza dei Contrari, 4
dalle ore 10:30 alle 12:00 e dalle ore 16:00 alle 17:30. Lunedì chiuso.

Biglietteria nelle sere di spettacolo
Rocca di Vignola – Via Ponte Muratori dalle ore 20.00

Inizio spettacoli ore 21
A spettacolo iniziato non sarà consentito l'ingresso in sala.

La Direzione ringrazia gli abbonati che, impossibilitati ad assistere alla rappresentazione, comunicheranno all’ufficio informazioni, in tempo utile, la disponibilità del proprio posto

Per informazioni:
dalle ore 10:30 alle 12:00 e dalle ore 16:00 alle 17:30. Lunedì chiuso.
Rocca di Vignola - Tel. 059.775.246
rocca@fondazionedivignola.it

Scarica la versione stampabile del programma in formato pdf cliccando qui

* * * * *

L'ottava edizione de I Grandi Interpreti del Teatro giunge in modo un po' inaspettato, rispetto ai programmi, ma si è resa necessaria per l'inopinato procrastinarsi dell'apertura della nuova sede destinata ad ospitare le attività teatrali sul nostro territorio. Questo fatto ha reso indispensabile non interrompere  la manifestazione che dal 2003 tiene vivo il teatro di prosa a Vignola, con l'obiettivo di qualificarne il più possibile l'offerta culturale. I tempi ristretti coi quali ci si è trovati a programmare la rassegna l'ha in certa misura limitata sul piano quantitativo, ma non vi sono dubbi che su quello qualitativo essa confermi suggestioni, profondità e piacevolezza che hanno caratterizzato i GIT negli anni precedenti, con l'auspicio di una replica del successo che fin qui ha confortato l'impegno profuso da Fondazione di Vignola, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Amministrazione Comunale.

Il Sindaco del Comune di Vignola                                          
Dott.ssa Daria Denti                                              

Il Presidente della Fondazione di Vignola
Avv. Giovanni Zanasi

La rassegna I Grandi Interpreti del Teatro era nata, sette anni or sono, per  spianare la strada all'inaugurazione di una nuova sede, a Vignola, deputata alle attività teatrali. Nel corso del tempo, invece, i progressivi riconoscimenti sia di critica che di pubblico l'hanno trasformata in un appuntamento consolidato con i migliori protagonisti della prosa italiana, in una manifestazione che, presa nel suo insieme, ha avuto pochi uguali in Italia. Lo dice, in concreto, il lungo elenco di interpreti eccellenti ospitati in questi anni alla Sala dei Contrari, ma anche la forte richiesta del pubblico di appassionati che hanno insistito per una nuova edizione. Che, come annunciato lo scorso anno, non sarebbe stata in programma, ma il rinvio dell'inaugurazione del nuovo teatro ha reso inevitabile per non ridimensionare il livello qualitativo dell'offerta culturale sul territorio.
Ciò non significa, peraltro, che questa ottava edizione dei GIT debba considerarsi di emergenza, o improvvisata, anche se i tempi tecnici venutisi a creare ne hanno ridotto la durata. In effetti, i tre appuntamenti previsti sono tutti di altissimo spessore, a cominciare dallo spettacolo di Marco Paolini, che proporrà nello spazio della Rocca il suo teatro civile, oggi di grande successo ma prima di tutto esempio riuscitissimo di un teatro di narrazione che discende dalla nobile lezione di Dario Fo, e per finire con una serata in cui Ivano Marescotti, attore che deve la maggior celebrità al cinema, ma proprio al teatro deve la formazione accanto ai maggiori artisti nei primi anni ottanta, riproporrà l'approfondito lavoro di recupero della cultura romagnola e la rilettura di grandi testi alla sua maniera che caratterizzano il suo attuale rapporto con la prosa.
In mezzo, La badante, di Cesare Levi, uno spettacolo di prosa che sarà adattato alla particolare conformazione della Sala dei Contrari, che ha fruttato a Ludovica Modugno, nel 2008, il premio come migliore attrice teatrale italiana dell'Associazione nazionale critici di teatro.
Anche per questa edizione, dunque, si confermano lo spessore artistico e l'eterogeneità delle proposte dei GIT, una rassegna davvero emblematica delle inimitabili potenzialità espressive dell'arte teatrale, in virtù della straordinaria sensibilità dei suoi più grandi interpreti.

Andrea Marcheselli


Programma della manifestazione:

Venerdì 12 febbraio 2010
MARCO PAOLINI
La macchina del capo
di Marco Paolini
musiche originali composte ed eseguite da Lorenzo Monguzzi Jolefilm

La macchina del capo prende vita dagli Album, i racconti teatrali costruiti lungo un arco temporale che va dal 1964 al 1984, nei quali lo stesso gruppo di personaggi cresce passando da uno spettacolo all’altro, in una sorta di romanzo popolare di iniziazione. Non è un diario, non è un pezzo nostalgico, e nemmeno una memoria d’altri tempi. È un lavoro sull’infanzia e sulla primissima adolescenza, tra la famiglia, la colonia e le avventure nel campetto di pallone. È un viaggio che parte dalla casa, micro-universo dal quale osservare il mondo, per avanzare alla scoperta del macromondo (del mare, dei compagni di giochi, del sesso visto con gli occhi di un bambino). È il ritratto di un’Italia di periferia, vista su scala ridotta, tra la Pedemontana e il mare. È un lavoro sul desiderio e sulla scoperta, vicino alle atmosfere di Monicelli. I ragazzi protagonisti del racconto sono quasi gli “Amici miei”, ma ragazzini. E le zingarate sono forse più innocenti, ma lo spettacolo si permette di giocarci con altrettanta ironia.

Mercoledì 17 marzo 2010
LUDOVICA MODUGNO
EMANUELE CARUCCI VITERBI, LEONARDO DE COLLE, PAOLA DI MEGLIO, GIUSEPPINA TURRA
La badante
Testo e regia Cesare Lievi
CTB Teatro Stabile di Brescia

La badante compie, sviluppandosi come un giallo, una riflessione poetica sui cambiamenti indotti alla nostra società dalla presenza dei nuovi immigrati, stranieri per lingua e cultura che entrano nella nostra vita facendo esplodere contraddizioni sociali e intaccando abitudini quotidiane.
Una famiglia borghese. I due figli si preoccupano per la salute dell’anziana madre; entrambi hanno poco tempo da dedicarle e così assumono una badante dell’Europa dell’Est. L’anziana signora però non l’accetta.
Amareggiata dai figli e dalla presenza della ‘straniera’, la signora muore. Quando viene letto il testamento il lutto dei figli si tramuta in rabbia perché l’eredità della madre è scomparsa nel nulla.
Una grande interpretazione di Ludovica Modugno, insignita del premio della critica teatrale come migliore attrice dell’anno nel 2008, per un testo entrato nello stesso anno fra i finalisti del premio ETI – Olimpici del Teatro come migliore novità italiana.

Martedì 30 marzo 2010
IVANO MARESCOTTI
LUI, un patàca qualsiasi
di Ivano Marescotti
Produzione Pataka s.r.l.

Si può dire che il patàca è un Bertoldo emiliano o romagnolo rivisitato, che ripercorre i caratteri profondi delle nostre genti e delle nostre terre. Patàca, ovviamente, nella doppia accezione del termine romagnolo: lo sciocco, il
rozzo villano di un tempo, che si rivela poi arguto nel cogliere il senso pratico della vita e nel mettere alla berlina il vuoto linguaggio del potere, uscendone come protagonista critico e in fondo sapiente, di una sapienza popolare condivisa, oggi come 400 anni fa.
I fatti evéri (alla romagnola: fatti veri mai successi) raccontati da Ivano Marescotti riflettono una categoria fondamentale dell’esistenza. “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”: a queste domande fondamentali sulla ricerca del senso profondo della vita, i grandi poeti, in sintonia con la zdóra di Bagnacavallo, rispondono con un’altra greve e impegnativa domanda: “Che si fa da mangiare stasera?”, gravida di senso filosofico e artistico. Perché è dal particolare che si evince il generale, è nella banalità della vita quotidiana che si coglie e si vive il respiro universale dell’arte, della poesia, del senso profondo delle cose e della vita di ogni individuo.

 

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