L'EROE BORGHESE - Temi e figure da Schiele a Warhol



La Rocca di Vignola

La Rocca di VignolaLa Rocca è forse per tutti i Vignolesi il simbolo più importante ed amato di identità geografica e culturale; ad essa vengono associati i più significativi momenti storici della Valle del Panaro; dai tempi in cui, roccaforte, fungeva da bastione e da aggregazione economica per gli abitanti, alla sua successiva trasformazione in elegante castello rinascimentale, polo d'attrazione per artisti, musici, letterati, politici. Il nome Vignola deriva dal latino "vineola" che significa "piccola vigna" ed ancor oggi nel gonfalone della città compare questo simbolo. La prima menzione di questa località si ritrova in un documento di permuta dell'abbazia di Nonantola dell'826. Non si conosce, invece, con certezza l'anno di fondazione della Rocca, ma si può supporre sia stata edificata in quel particolare momento di crisi storico-politica, caratterizzato dalla fine della dinastia Carolingia e dalla invasione degli Ungari, quando, a difesa dei centri abitati, vennero innalzate torri e recinti fortificati. La tradizione attribuisce alla stessa abbazia nonantolana l'erezione di questo primo fortilizio, ma già in un documento del 936 lo troviamo sottoposto al dominio del Vescovo di Modena.
Se la Rocca sorge come struttura difensiva-offensiva e mantiene tale impronta anche durante la signoria dei Grassoni nel XIV secolo, è con i Contrari, investiti del feudo da casa d'Este nel 1401, che muta profondamente la sua funzione, trasformandosi in sontuosa dimora ricca di decorazioni ed affreschi, idonea ad accogliere questa famiglia vissuta negli agi e nella magnificenza della corte ferrarese. Estinta la dinastia dei Contrari, con la morte violenta di Ercole, la Rocca venne acquistata nel 1577 dai Boncompagni, che non amministrarono però mai direttamente il feudo. Proprio per questo nel corso dell'Ottocento hanno trovato al suo interno naturale sviluppo le istituzioni sociali della cittadina: il Municipio, la Biblioteca e la stessa Cassa di Risparmio di Vignola, che ne acquisisce la proprietà nel 1965, per cederla poi in tempi recenti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola, Ente statutariamente vocato alla sua migliore gestione e valorizzazione.
Un costante ed attento lavoro di restauro ha consentito in questi ultimi decenni di recuperare, sia a livello architettonico che pittorico l'intera struttura, permettendo oggi un utilizzo funzionale della Rocca. Infatti, le sale del piano terra (Sala dei Leoni e dei Leopardi, Sala delle Colombe e Sala degli Anelli) e del primo piano (Cappella - decorata con un prezioso ciclo di affreschi tardogotici - Sala delle Dame, Sala del Padiglione, Sala dei Cani, Sala degli Stemmi e Sala dei Tronchi d'Albero) decorate con affreschi del XV decolo, sono destinate ad accogliere mostre ed esposizioni d'arte. Nei sotterranei, invece, sono state ricavate due sale convegni: la Sala dei Contrari e la sala dei Grassoni. Completano poi l'edificio le Sale degli Armigeri, i camminamenti e le tre Torri denominate "nonantolana", delle "donne" e del "pennello".

Come raggiungerci:
dal casello autostradale A1 Modena Sud, proseguendo per Spilamberto e Vignola, 15 Km.


La Galleria Civica di Modena

La Galleria Civica di Modena, il cui compito istituzionale è organizzare mostre temporanee dedicate alla fotografia e all'arte contemporanea è uno dei centri di produzione culturale più autorevoli nel panorama nazionale. Svolge attività permanente dal 1959: ha inizialmente sede nel settecentesco Palazzo dei Musei, quindi nella primavera del 1997 viene trasferita nello storico e appena ristrutturato Palazzo Santa Margherita, venendo così ad acquisire spazi espositivi più ampi ed articolati. La Galleria Civica è dotata anche di due importanti collezioni permanenti: la Raccolta del Disegno Contemporaneo e la Raccolta Fotografica.
Dal 1981 la Galleria Civica dispone di un'altra prestigiosa e ormai internazionalmente riconosciuta sede espositiva: la Palazzina dei Giardini, luogo ottimale per mostre personali sia di taglio antologico, sia informativo e documentario.


La Palazzina dei Giardini

La Palazzina dei GiardiniNel 1634 viene affidato il progetto di costruzione di un Casino all'interno dei giardini retrostanti il Palazzo Ducale, come luogo di divertimento per la corte estense. Un secolo dopo Francesco III dona i giardini alla cittadinanza e la Palazzina, ristrutturata, assume l'attuale conformazione di impianto settecentesco. Alla fine dell'800, il giardino comincia a cadere in disuso, tanto che la Palazzina, pochi anni dopo, viene addirittura adibita a serra e deposito attrezzi. Fugato il pericolo della demolizione dell'area, prevista per permettere un ampliamento dell'Accademia Militare, nel secondo dopoguerra viene avviato un progetto di recupero dei giardini, culminato verso la fine degli anni '70 con un radicale intervento di restauro conservativo della Palazzina al fine di riquarificarla nella sua originale funzione scenografica: nel 1981 viene adibita, dapprima saltuariamente, quindi in maniera continuativa, a sede espositiva della Gallera Civica.

Come raggiungerci:
dalla Stazione F.S. direzione Piazzale Natale Bruni. Possibilità di parcheggio: Piazza Roma, Corso Vittorio Emanuele, Corso Cavour.

 

 



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