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Bilancio di missione 1998/99

Nel campo della salvaguardia, recupero e valorizzazione del patrimonio artistico, storico culturale ed ambientale del territorio , dominio primario della Fondazione ai sensi della lettera a) dell'art. 3 dello Statuto, l'Ente ha doverosamente privilegiato anche nell'esercizio testé chiuso l'attività regolarmentalmente prioritaria di conservazione e valorizzazione del Castello Boncompagni Ludovisi di Vignola; sede legale della Fondazione stessa e sin qui gestito come luogo d'arte e di esposizioni artistiche sotto forma giuridica di comodato. Sul volgere del '98, esso è stato acquisito al patrimonio e in tal modo permanentemente destinato a fini d'utilità collettiva a vantaggio di Vignola mediante appostazione del cespite tra le strutture stabili istituzionali.

L'operazione, da tempo prefigurata ed inserita dodici mesi orsono quale fulcro strategico dell'attività dell'esercizio che si andava ad aprire, è stata accompagnata nell'anno in disamina dall'acquisto dei contigui locali, prospicienti sul porticato di accesso alla Rocca da reintegrare nel corpo della Rocca per ospitare i servizi d'accoglienza alla visita, l'impiantistica più acconcia, nonché il centro d'informazione e documentazione sull'attività in corso e su quella in progettazione, con annesso bookshop delle pubblicazioni artistiche realizzate dalla Fondazione e dei relativi prodotti multimediali.

Le descritte acquisizioni immobiliari sono state solo un indispensabile passaggio per la realizzazione di una "struttura stabile istituzionale", secondo la terminologia delle norme disciplinanti l'operatività dell'Ente; senza indugi sono state infatti avviate nella primavera del '99 due distinte ma convergenti riflessioni scientifiche , già profilanti interessanti risultati, volte ad esplorare rispettivamente le ottimali direttrici di fruizione prospettica del Castello a vantaggio della città e le migliori metodologie di conservazione e valorizzazione programmata dell'edificio monumentale sul medio e lungo termine, previo rilievo scientifico del suo stato attuale. La levatura dei consulenti incaricati (Prof. Andrea Emiliani, Prof. Antonio Ivan Pini, Arch. Vincenzo Vandelli, Dott. Paolo Viti, Prof. Arch. Guido Zucconi) e le metodiche adottate per l'allestimento dei due progetti, coordinati dall'apporto professionale di Vincenzo Vandelli, Architetto di fiducia della Fondazione, dovrebbero consentire un salto di qualità degli interventi sul Castello e nel Castello, doveroso in considerazione della specificità della mission perseguita dall'Ente.

Il passaggio di proprietà dell'edificio e l'adozione dei migliori criteri scientifici non hanno fortunatamente comportato nemmeno un rallentamento temporaneo, come si poteva ragionevolmente temere, del flusso d'opportunità e di servizi sino ad ora forniti alla Rocca.

Senza alcuna soluzione di continuità, fin dal primo gennaio dell'anno, è stata infatti resa operativa un' organizzazione gestionale facente capo agli uffici, in grado di assicurare idonei livelli di custodia, sorveglianza, pulizia dei locali e della fossa castellana, conduzione corretta dell'impiantistica (riscaldamento, illuminazione, telefonia, diffusione e amplificazione sonora e musicale, registrazione e quant'altro), stoccaggio di materiali strumentali, amministrazione economale e manutenzione ordinaria (nell'anno incentrata sugli infissi) e di regolamentazione delle attività delle sale convegno intitolate ai Grassoni e ai Contrari; tutto ciò è stato basato su due dipendenti dell'Ente, unicamente a ciò deputate, sull'opera continuativa di un tecnico professionista, di collaboratori cui vengono demandati specifici incarichi e di diversi fornitori di beni e servizi, che trovano un primo coordinamento operativo nella figura dell'impiegata addetta all'attività istituzionale dell'Ente e costante validissimo stimolo nell'appassionato apporto del Referente alla Rocca, Sig. Ugo Anceschi.

Non ci si è comunque fermati al quotidiano ed alla gestione ordinaria, benché di per sé assai impegnativa. L'impegno di valorizzazione si è dispiegato nell'esercizio in disamina in una serie d'iniziative, volte a migliorare le tecnologie funzionanti a Castello a vantaggio dei visitatori, sostanziatesi nell'innalzamento dei livelli delle attrezzature (dotazione di videowall, PC portatile, registratore da conferenze, lettore cd musicale, miglioramento della strumentazione da fotoriproduzione teletrasmissione fax), ma anche nell'ottimizzazione dei supporti finalizzati ad assicurare qualità e sicurezza alle visite: dall'introduzione di regole per disciplinare l'attività dei terzi che svolgono la funzione di guide e di accompagnatori, alla preparazione di depliants e di volumi incentrati sulla valenza storica ed artistica della Rocca, all'estensione dei servizi di vigilanza al primo piano e all'acquisto di transenne per il corretto incanalamento del pubblico, per finire con il restauro scientifico ed artistico delle parti decorate e con l'ottimizzazione degli impianti d'illuminazione. Anche la documentazione tecnica dell'edificio, le planimetrie, le carte delle varie epoche, i progetti antichi e moderni, l'iconografia remota ed attuale del monumento assurgono ora ad oggetto d'accurata attività istituzionale: l'opera intrapresa per l' archiviazione scientifica della documentazione della Rocca e la successiva digitalizzazione a cura di uno studioso universitario apriranno nuovi orizzonti di potenziale ricerca ed approfondimento ad appassionati, storici ed architetti.

La natura e la mission culturale del soggetto proprietario devono infatti improntare i metodi di lavoro e permeare sapientemente anche i passaggi che sarebbero altrimenti insignificanti e meramente tecnico-burocratici.

Arduo è in fase di rendicontazione rendere ulteriore contezza dell'impegno profuso e del diuturno e meticoloso impegno della Fondazione nella gestione e valorizzazione della Rocca. Quest'ultima, sorta alla fine della dinastia Carolingia quale bastione a difesa del centro abitato durante l'invasione degli Ungari, successivamente trasformata in elegante Castello rinascimentale, polo d'attrazione per artisti, musici e letterati al tempo della famiglia Contrari, è ora meta di visite di turisti e cultori d'arte che possono contare su un percorso, ora totalmente gratuito, al suggestivo complesso monumentale in ottimale stato di gestione e vigilanza umana e tecnica e fruibilità. Essi sono affluiti nei dodici mesi in numero di 63.630, con un incremento del 17% rispetto all'anno precedente e secondo un favorevole trend di seguito rappresentato, fortemente segnato dalla stagionalità ma comunque positivamente influenzato dal numero e dalla qualità delle iniziative che vi vengono realizzate.


Ma la Rocca è ora per tutti i Vignolesi il simbolo più importante ed amato d'identità geografica e culturale; soprattutto a loro è dunque  dedicata la diuturna attività d'organizzazione logistica delle manifestazioni ospitate nelle Sale convegno intitolate ai Contrari ed ai Grassoni.

Gli ampi e prestigiosi locali, perfettamente funzionali ed attrezzati nella severa cornice del Castello, sono stati così messi a disposizione di Vignola, anche nell'esercizio in disamina gratuitamente, complessivamente per 110 giornate a soggetti pubblici e privati del territorio che hanno inteso ambientarvi iniziative d'elevato profilo artistico e culturale, naturalistico, scientifico o ricreativo rientranti nelle tipologie previste dall'apposito regolamento d'uso.

Le soprastanti Sale , già di per sé gioiello d'architettura dipinta tardo gotica, hanno poi costituito prezioso contenitore per l'importante   evento espositivo  artistico rientrante tra gli appuntamenti tradizionali offerti dall'Ente nel periodo d'inizio del risveglio primaverile della natura e di celebrazione della splendida  fioritura della mitica ciliegia di Vignola.

"Haec Sunt Statuta - le corporazioni medievali nelle miniature bolognesi" è il nome della rassegna di codici miniati medievali che per quattro mesi (27 marzo '99 - 11 luglio '99) ha trovato la naturale  collocazione nelle preziose sale del Castello, arte che chiama arte coeva. Oltre quaranta pezzi provenienti dalle principali collezioni pubbliche d'Italia ed oltre oceano sono stati così riuniti, sotto l'alto patrocinio del Presidente della

Repubblica, per offrire, in un contesto ideale, uno spaccato di quel mondo di corporazioni laiche e religiose che seppero magnificamente rappresentare le istituzioni, le arti ed i mestieri esistenti su questo territorio in epoca medievale. Frutto dell'esclusiva organizzazione dell'Ente sotto la direzione scientifica del Dott. Massimo Medica di Bologna, la mostra, salutata dal successo di 33.480 visitatori, anche stranieri, accolta da copiose favorevoli critiche specialistiche  nazionali, europee e statunitensi, è tuttora oggetto di studi universitari e di dottorati di ricerca  in atenei  italiani.

Secondo una  logica ormai appartenente al patrimonio metodologico  della Fondazione nella realizzazione degli eventi espositivi, si è messa a disposizione del pubblico una gamma completa di supporti dedicati alle diverse età e specializzazioni (catalogo a stampa, video VHS interno di contestualizzazione storico ambientale, video VHS  di visita guidata, cd-rom in tre sezioni  destinate a tre diverse tipologie d'utenza) e si è favorita la consueta dialettica tra arte e cultura da un lato e scuola e formazione ll'altro, offrendo una specialistica sezione didattica completa di manuali e di vetrine illustrative sulle tecniche ed i materiali della miniatura, finanziando integralmente poi i costi delle guide per le visite da parte delle istituzioni scolastiche superiori o specialistiche ed infine promuovendo appositi tirocini formativi da parte di studenti di istituti locali per il turismo, con stanziamento  di congrue borse di studio.

Con fondi già deliberati sull'esercizio in disamina, resta poi da organizzare alla Rocca, per sfruttare le musicalità della sala dei Contrari, un appuntamento per la riscoperta  della musica antica locale , che verrà offerta nei prossimi mesi a cultori ed appassionati  del territorio.

È poi proseguita l'intrapresa attività statutaria di valorizzazione del patrimonio artistico locale nelle sue estrinsecazioni  meno fruibili dal pubblico, perché ingiustamente ritenute "minori" ovvero perché inopportunamente escluse dai fasti dei percorsi ufficiali museali dei capoluoghi.

Ecco allora, accanto al Comune e alla Parrocchia di Spilamberto, la realizzazione del prestigioso volume costituente catalogo della mostra "Spilamberto: Capolavori di pittura nell'ambito Estense" (Chiesa di Sant'Adriano di Spilamberto dal 20 febbraio '99 al 14 marzo '99, visitata da oltre settemila persone) a cura del Professor Pietro Amato, Sovraintendente alle Gallerie Pontificie, e di Susanna Jnouye.

L'iniziativa, costituente chiaro esempio di applicazione alla storia dell'arte della peculiare metodologia  della "analisi contestuale" realizzata da un luminare delle espressioni figurative di culto, ha inteso pure  ricostruire la storia della cultura e della religiosità del territorio, presentando i risultati di un lungo lavoro di ricerca, catalogazione e restauro di tele oggetto di devozione riconducibili al periodo che va dal XVI alla prima metà del XIX secolo in ambito Estense.

Ed ecco, all'interno della sede del "Salotto Muratori - Amici dell'Arte di Vignola", promotore dell'iniziativa, insieme al Comune di Vignola ed alla Banca CRV Cassa di Risparmio di Vignola S.p.A., la realizzazione della mostra di quadri di Ivo Soli (Vignola 12 dicembre '98 - 10 gennaio '99, visitata da oltre 6.000 appassionati di pittura contemporanea) che ha acceso, grazie anche a contributi critici di Raffaele De Grada, Michele Fuoco e Ferruccio Veronesi, un riflettore sul pregevole segmento pittorico dell'opera di artista del Soli, già conosciuto ed ammirato come valente scultore.

La rassegna ha coinvolto tutta la Città, strettasi in un affettuoso abbraccio ideale al suo figlio illustre,  esponendo per diverse settimane in ogni vetrina degli esercizi pubblici e commerciali del borgo opere dell'artista, così da fornire un suggestivo esempio di esposizione globale, sperimentato in altre latitudini, ma ancora poco praticato nel nostro Paese.

Per finire, offerta al più vasto pubblico del capoluogo provinciale, la rassegna  denominata  "La collezione Don Casimiro Bettelli. Grafica del XX secolo" inaugurata il 12 dicembre 1999 ed aperta sino al 31 gennaio 2000 alla Palazzina dei Giardini di Modena.

Realizzata con la partnership specialistica della Galleria Civica di Modena e con la collaborazione della Diocesi locale, proprietaria della collezione, essa, in un percorso snodantesi tra De Chirico e Kandiskij, tra Mirò e Picasso fino ai modenesi Venturelli, Pelloni e Biolchini, consente di individuare, grazie alla schedatura scientifica ed alla catalogazione accurata,  il filo conduttore  di gusto artistico che ispirava il collezionista vignolese di origine, sacerdote e persona cara alla Città, nella sua appassionante e  paziente attività di raccoglitore di grafica contemporanea che si affacciava già sull'orizzonte artistico extranazionale,  soprattutto europeo; l'evento proiettato sull'arte contemporanea, costituirà banco di prova per misurare l'interesse del pubblico in vista della realizzazione di più importanti iniziative della specie in calendario per la primavera del 2000.

Nonostante gli impegni finanziari ed operativi connessi alla realizzazione dei descritti eventi, l'Ente, nel solco di una tradizione ormai consolidata, non ha voluto far mancare il proprio sostegno al recupero ed al restauro di mirabili emergenze monumentali ed artistiche della zona,   purtroppo talora versanti in stato di abbandono e di degrado.

Ecco dunque il contributo al recupero dell' Oratorio dei Sassi Rocca Malatina , inserito nella splendida cornice dell'omonimo Parco regionale, edificio già menzionato nelle note storiche del 1472 e nell'ultimo anno oggetto di visita da parte di oltre 33.000 fedeli e turisti; ecco il consistente intervento finanziario per garantire il restauro scientifico della Pieve romanica di Santa Maria Assunta di Serramazzoni, autentica gemma dell'anno Mille incastonata sui monti dell'Appennino modenese, piccolo scrigno di raccoglimento e di suggestioni romaniche protetto da severe montagne. Ecco, al termine del sapiente pluriennale restauro dell'edificio sassolese portato avanti con il sostegno dell'Ente, un contributo per la realizzazione di un prezioso e colto volume sulla storia e l'arte della chiesa di  San Francesco in Rocca , destinato a far conoscere sempre più sul territorio tale mirabile esempio di architettura.

Infine, a chiusura degli interventi salienti operati nel dominio dell'arte,  in occasione della sua quindicesima edizione, significativamente cadente nell'imminenza del 2000, il contributo al "Simposio internazionale di scultura su pietra" di Fanano che, dopo aver consentito nelle passate edizioni la realizzazione di ben 213 opere  in pietra arenaria le quali fanno della località montana un vero e proprio "museo all'aperto", ha questa volta impreziosito con statue e fontanili i quaranta chilometri dall'antico itinerario romeo che congiungeva i borghi dell'Appennino con quello di Nonantola, la cui comunità è stata fondata da S. Anselmo, proprio come quella di Fanano.

Anche per quanto concerne la missione discendente dalla statuizione della lettera b) dell'art. 3 dello Statuto, riguardante la promozione dell'istruzione, della ricerca scientifica, tecnologica e della cultura, i dodici mesi in rassegna sono stati densi di avvenimenti.

Secondo le previsioni formulate in questa stessa sede un anno fa, il 30/12/98 la Fondazione ha potuto acquistare la sede della locale Biblioteca cittadina, Villa San Giuseppe, edificio degli inizi del secolo immerso in un pregevole parco amato dai vignolesi; i tempi sono così diventati maturi per dare il via alle fasi di adeguamento ed ampliamento, al termine delle quali una struttura architettonicamente e funzionalmente d'avanguardia verrà offerta in comodato al Comune nell'ambito dell'apposito accordo di programma, già  stipulato.

L'iniziativa, che costituisce, nel settore specifico, il fulcro dell'attività della Fondazione ed alla quale vengono dedicate le migliori energie e le più copiose risorse, è stata fatta progredire con sollecitudine: già sono stati definitivamente compendiati in un documento scientifico di alto profilo gli ottimali "obiettivi funzionali", grazie all'opera di una Commissione di autorevoli esperti (composta dal Dott. Pisauri, dalla Dott.ssa Agnoli, dalla Dott.ssa Bellei, dai locali operatori bibliotecari ed dal Prof. Burzacchini e coordinata dalla Soprintendente ai Beni Librari, la Dott.ssa Campioni), pervenendo così all'individuazione delle migliori opzioni realizzative, con la consulenza del Prof. Valentino de "La Sapienza", la cui collaborazione è stata  messa a disposizione a titolo sperimentale dall'associazione di categoria ACRI al fine di facilitare l'individuazione del più corretto rapporto costi/benefici dell'intervento.

Nel frattempo è stata ultimata la consulenza, direttamente commissionata e finanziata dall'Ente ad un esperto di formazione tedesca l'Ing. Scozzafava, volta a censire scientificamente i valori arborei , arbustivi e paesaggistici del Parco e ad acquisire indicazioni per la loro migliore conservazione e gestione prospettica.

Con tale accortezza, si ha la certezza di poter procedere all'ampliamento ed all'adeguamento nel pieno rispetto del verde nelle successive tappe operative, che ora si stanno celermente avviando, di pubblicazione del bando di "concorso di idee" , volto a prescegliere le migliori soluzioni progettuali, secondo le indicazioni di una ristretta ma qualifica Commissione esaminatrice, nell'esteso novero delle proposte che verranno avanzate, già nel primo semestre del prossimo anno, in due distinte fasi di esecutività, da un complesso di studi professionali italiani e stranieri che verranno invitati in ragione delle specifiche esperienze maturate sull'edilizia bibliotecaria d'avanguardia.

Non solo ampliamento e adeguamento. La locale Biblioteca, destinata a diventare in forza del "Sutret" (Sistema bibliotecario intercomunale, progetto le cui prime fasi sono già state finanziate integralmente dalla Fondazione), il centro del sistema bibliotecario del territorio con possibilità di consultazione remota delle risorse catalografiche e di prestito a distanza anche a vantaggio dei Comuni minori,  meno favoriti nell'area di competenza dell'Ente, merita ogni cura di valorizzazione ed implementazione pure dei fondi antichi .

In tale logica, l'esposizione - avvenuta il 24-28 aprile 1999 alla Sala Grassoni del Castello - in collaborazione con la locale Amministrazione comunale e con l'Istituto Regionale per i Beni Artistici, Storici e Culturali dell'Emilia Romagna, degli "Scorci del territorio vignolese nelle carte antiche dell'archivio storico comunale", nell'ambito della giornata di studi "L'immagine del territorio tra passato e presente - attualità della cartografia storica" , realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dell'Istituto Geografico Militare.

Al momento scientifico (che è stata l'occasione per la presentazione alla Sala Contrari della pubblicazione "Topografia degli Stati Estensi", celebre mappale del Carandini risalente alla prima metà dell'Ottocento, finanziata dall'Ente lo scorso anno) al quale sono convenuti studiosi del calibro di Gambi, Spaggiari, Insolera, Lera, Lodovisi, Dall'Acqua, Confortini e Vianello oltre a svariate decine di operatori specializzati e di docenti, l'organizzazione ha con successo abbinato  tra il 26 ed il 28 aprile il momento formativo, attivando apposite sezioni didattiche direttamente nelle scuole; sono state così interessate 15 classi dei tre diversi gradi nelle giornate di studio "Disegna la tua città", volte  a legare criticamente la raffigurazione storica del territorio alla percezione quotidiana di chi lo vive.

L'acclarato considerevole interesse, anche artistico, delle centinaia di elaborati grafici messi a disposizione degli studenti vignolesi sull'argomento, sta inducendo la Fondazione a valutare l'opportunità di farne presto una presentazione pubblica ragionata, per non disperdere un  pregevole patrimonio di cultura e di emozioni locali, idealmente accumulati dai giovani di queste scuole.

Nello stesso filone di valorizzazione ed implementazione del già importante patrimonio dei fondi antichi bibliotecari, la iniziativa di "Raccolta e valorizzazione delle fonti per la storia di Vignola e del suo territorio" .

La ricognizione archivistica alla ricerca di fonti complementari a quelle esistenti presso l'archivio storico della locale Biblioteca, ora in corso a cura del Prof. Lodovisi e della Dott.ssa Dameri all'Archivio Segreto Vaticano sui fondi dell'antico Marchesato confluiti negli archivi Boncompagni-Ludovisi, alla Biblioteca Apostolica e all'Archivio di Stato di Roma e destinata a proseguire a Modena, Bologna e Vienna nel 2000 e 2001, costituirà indispensabile premessa per procedere scientificamente con nuovi dati e materiali alla stesura di una   "Storia di Vignola e del suo territorio dall'antichità alle soglie del terzo millennio" , che verrà curata dal Prof. Marco Cattini, docente della Bocconi di Milano; lo Storico procederà quanto prima alla presentazione alla Rocca dell'impegnativo progetto, stimolando apporti e collaborazioni degli esperti e studiosi locali al fine di rendere quanto più possibile corale e ricco lo studio, destinato a sbocchi editoriali e multimediali, che colmerà una lacuna di questo territorio, presumibilmente nell'arco di un triennio.

Strumentale alla descritta iniziativa storica, se pure per un periodo più recente, sono altresì le ricerche finanziate dall'Ente, su proposta della locale Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, sulla ricca Biblioteca ed il cospicuo Archivio della famiglia vignolese Soli , faro di cultura locale a partire dalla seconda metà del Settecento, finalizzate ad una catalogazione completa su supporto cartaceo e su supporto magnetico, nonché, per coprire l'arco temporale intercorrente tra il 1869 ed i giorni nostri, il contributo economico per l'amorevole e paziente ricerca compiuta  sull'archivio dell'IPAB - Asilo di Vignola, che ha consentito a Giovanna Sirotti e Giampaolo Grandi di realizzare l'importante volume "L'Asilo di Viale Mazzini - 130 anni di storia vignolese" , dal quale emerge evidente uno spaccato di storia di questa comunità, improntata ad un encomiabile semplicità,  frugale ma costruttiva.

Utili spunti ed originali materiali storici antichissimi si rinverranno poi anche nel volume "Il Balsamico nella tradizione secolare" , che l'Ente ha contribuito a finanziare in ragione pure della peculiare importanza del prezioso tradizionale prodotto per questa zona fin da epoche remote.

L'Ente ha poi voluto, lungo una diversa  direttrice operativa, riconfermare il proprio tradizionale impegno a favore della scuola affinché essa possa acquisire quel "quid pluris formativo" in un contesto di rapide evoluzioni dei bisogni e di parziale disorientamento riveniente da repentine variazioni di contenuti e metodi educativi.

Gli interventi contributivi sono stati estesi a tutti gli ordini  e gradi: dal rinnovato impegno a favore dell'ateneo modenese per assicurare un secondo quinquennio di vita al Consorzio per il completamento della Facoltà di Ingegneria e per garantire buone chanches di sviluppo alla Facoltà Umanistica , di recente istituzione, dalla complessa organizzazione, in corso di impianto, di un Corso di Laurea di alta qualificazione , in accordo esclusivo con la Facoltà economica modenese, destinato a fornire agli studenti migliori e più operosi opportunità di apprendimento aggiuntive, durante l'arco del normale percorso di laurea, per acquisire le sempre più elevate professionalità richieste da una società moderna ed integrata a livello europeo, scendendo poi alle scuole superiori , in particolare all'Istituto Turistico Elsa Morante di Sassuolo, a favore del quale sono stati attivati alla Rocca tirocini formativi di alternanza scuola lavoro e borse di studio incentivanti l'avviamento alla professione di guida turistica nel delicato passaggio dalla scuola al mondo degli adulti, fino al livello  delle scuole medie , ed in particolare a quello  della Scuola Statale Muratori di Vignola , che è stata dotata di tecnologie informatiche hardware e software dedicate a supportare lo sforzo degli studenti svantaggiati nell'attività di apprendimento; per il secondo anno poi, grazie ai positivi risultati conseguiti nella passata edizione di sperimentazione, la fornitura di beni strumentali e di un contributo economico per sostenere, insieme al Comune ed al locale Distretto Scolastico, il Polo Professionale di Vignola nell'attività di integrazione sociale degli studenti stranieri mediante "facilitazione interculturale" con l'intervento di qualificate professionalità di "mediatori" di madrelingua e di provata specifica esperienza.

Continua è poi stata, come doveroso, la disponibilità per agevolare gli studi individuali: dalla fornitura di immagini e testi ai giovani delle scuole locali che, nel compilare la scheda o la ricerca suggerita dall'insegnante, imparano ad amare il "loro Castello", fino al costruttivo dialogo con autorevoli curatori di storia e di arte locale intenzionati ad approntare saggi su materiale di proprietà dell'Ente, attraverso la collaborazione con gli svariati laureandi e dottorandi di ricerca in architettura ovvero in materie giuridiche o economiche desiderosi di approfondire rispettivamente le tematiche costruttive del  Castello piuttosto che  la storia, l'operività e le tecniche di rendicontazione dell'Ente; ad alcuni di essi l'Ufficio ha fornito pure l'opportunità di ottenere una correlazione aziendale in sede di laurea (Università degli Studi di Torino, Venezia, Bologna e Bocconi di Milano), instaurando, in altri casi, in forza della marcata professionalità dimostrata dai candidati, rapporti di committenza occasionale di reciproca soddisfazione.

Soprattutto a favore degli studenti, ed in particolar modo veicolato attraverso le istituzioni scolastiche, è stato  infine realizzato dalla locale Avis, in occasione del 45° anniversario associativo e con il contributo della Fondazione, in collaborazione pure con il Provveditorato agli Studi di Modena, un progetto per lo sviluppo della "cultura della solidarietà" , dell'educazione alla salute e di stimolo al  sublime dono volontario del sangue.

Lungo l'importante direttrice della ricerca avente una precisa ed autonoma particolare fondatezza nelle apposite previsioni  regolamentari dell'Ente quale fattore della promozione del territorio di competenza proseguono fattivamente le ricerche in campo agricolo a cura del locale Consorzio della ciliegia, della susina e della frutta tipica di Vignola, che provvederà a rendicontare pubblicamente entro la prima metà del prossimo anno, a vantaggio dell'intero comparto produttivo, in ordine ai risultati conseguiti nella prima fase di lavoro, svolto anche all'estero, per la selezione delle migliori varietà e l'individuazione delle ottimali tecniche di coltivazione. Nel medesimo ambito della ricerca la Fondazione ha poi proseguito con altri soggetti promotori negli approfondimenti preliminari allo studio per la costituzione di un Polo di diffusione di innovazione scientifica e  tecnologica , dalla cui realizzazione tanto dipende della possibilità di queste aziende della zona di vedere migliorati processi e prodotti manifatturieri a costi compatibili, creando inoltre occupazione qualificata e senza detrimento per l'ambiente.

Ultimata con successo anche la seconda fase del progetto in parola, incentrata sullo studio di fattibilità giuridica, imprenditoriale ed economica del piano, a cura dei Proff. Lorenzoni, Sobrero, Bursi, Calandra Buonaura, la Fondazione continuerà con logica di servizio, autonomia ed indipendenza di giudizio, ad offrire i più opportuni supporti economici ed organizzativi all'iniziativa, esercitando inoltre una funzione di efficace stimolo per pervenire in tempi brevi alla costituzione dell'associazione tra promotori e della società per l'esercizio dell'attività imprenditoriale, da avviarsi facendo tesoro delle positive esperienze specifiche  maturate da parte di importanti centri stranieri similari.

Come già riaffermato in questa sede dodici mesi orsono, la complessità del progetto, richiedente laboriosi passaggi operativi, non può costituire ragione di vero ostacolo per una Fondazione, nata proprio per perseguire tenacemente sul territorio disegni di alto profilo e di utilità collettiva, quantunque di non immediata ed agevolissima  conseguibilità.

Incessante è stato poi lo sforzo critico di analisi per il miglioramento della qualità degli interventi istituzionali.

La volontà di perseguire la massima qualificazione delle iniziative  ha indotto l'Ente ad incaricare un esperto di grande levatura di avanzare proposte per l'individuazione delle più opportune modalità da adottare qualora si decida di favorire l'avvio di una attività teatrale di sicura valenza culturale e formativa in collaborazione con Enti ed Associazioni interessati.

Riflessione per l'automiglioramento, trasparenza e dialogo con il territorio sono  state infine le parole d'ordine che hanno guidato la Fondazione nell'impegnativo sforzo di "rendicontazione sociale"  a tutto campo ed in profondità su cifre, fatti e criteri, dalla costituzione ad oggi.

Il prodotto della riflessione, compendiato in  un volume ed un CD-Rom, preannunciati dodici mesi orsono in questa stessa sede e realizzati sotto la supervisione del Prof. Luciano Hinna, Docente all'Università di Tor Vergata a Roma e Social Evaluator di Pubblimetrica, è stato oggetto del Bilancio di Missione con Social Audit , sottoposto al giudizio di Pierre Rosemberg, di Sergio Ristuccia, di Andrea Emiliani e di Luciano Tavazza e presentato agli stakeholders di riferimento nella pubblica giornata di studio organizzata alla Sala dei Contrari della Rocca il 21 giugno '99.

Dall'iniziativa sono emersi importanti spunti di miglioramento operativo e di rendicontazione, dei quali già si sta facendo tesoro e che inducono a valutare l'opportunità di rendere sistematico tale strumento di cultura fondazionale.

Come già detto, l'idea guida del "Progetto cultura fondazionale"  è però più corale; si tratta di rafforzare, con acconce iniziative già avviate nell'esercizio in disamina in occasione di svariati incontri e scambi di esperienze, una rete, se possibile formalizzata, tra fondazioni legate dallo stesso feeling culturale ed organizzativo per mettere a punto insieme, con la tecnica del benchmarking, le migliori modalità tecniche da adottare per il perseguimento dei fini istituzionali a tutto vantaggio del territorio in una logica di Circolo di qualità , secondo modalità già ampiamente sperimentate nel mondo anglosassone ma purtroppo non ancora adottate in Italia: un confronto per il miglioramento tra fondazioni bancarie, civili, italiane e straniere che operano negli stessi comparti incontrando analoghe problematiche.

Nell'ambito del dominio afferente la promozione di opere e progetti di valore sociale definiti dalla lettera c) dell'art.  3 dello Statuto, nell'esercizio in disamina la Fondazione ha in primo luogo perfezionato in data 06/07/99 il progetto di dotare di un ecocardio color doppler il locale ospedale , alla condizione che la sofisticata attrezzatura, in parte finanziata pure con risorse dello scorso anno, rimanga ad esclusivo e permanente servizio della struttura Vignolese, meritevole dei più opportuni sforzi di mantenimento di ottimali standards sanitari.

In conformità a pregresse delibere ma con fondi dell'esercizio teste chiuso, l'Ente ha  poi proseguito il sostegno e l'incoraggiamento all'attività della Libera Associazione Genitori di Vignola , impegnata, con la consueta totale dedizione e con  genuino spirito di intelligente volontariato, nel recupero psico-sociale dei tossicodipendenti;  la Fondazione ha questa volta contribuito a realizzare le unità necessarie per il progetto "reinserimento abitativo", volto ad evitare che il delicatissimo momento delle dimissioni dalle due comunità gestite sia per i giovani funestato da rovinose ricadute nel gorgo della droga.

La perdurante vigenza degli  obblighi normativi fissati dall'art. 15 della Legge 266/91 per i Centri di volontariato - comportante l'alimentazione di cospicui fondi senza, peraltro, che sul territorio risultino concrete tracce d'effettiva apprezzabile attività a vantaggio del volontariato - avendo di fatto impedito anche nell'anno l'effettuazione di ulteriori, pur opportune, iniziative istituzionali nel comparto, ha indotto l'Ente ad associarsi formalmente, con istanza rivolta all'Associazione di categoria, a quanti da tempo chiedono una radicale riforma legislativa a livello nazionale della normativa in parola.

Anche l'esercizio testé concluso è stato caratterizzato da molti ed importanti eventi.

Dal 12/12/98 l'organo consiliare ha potuto operare nella sua completezza grazie alla nomina del professor Giuliano Muzzioli da parte del Comune di Spilamberto; all'Esponente ultimamente insediatosi riconfermo, anche a titolo personale,  i migliori auguri di proficuo lavoro, rallegrandomi per l'elevata professionalità e l'operosità immediatamente dimostrate.

Nell'ambito degli Uffici, che hanno conosciuto una prolungata fase di turnover per avvicendamenti degli addetti dell'area contabile-finanziaria, è tuttora in corso una riorganizzazione che dovrà approdare all'obiettivo di coniugare massima elasticità ed economicità, doverose in un  Ente di contenute dimensioni, con la stabilità e la professionalità indispensabili per il raggiungimento di profili di massima qualificazione dell'attività gestionale ed istituzionale.

A livello di risorse finanziarie, il raddoppio dei proventi dell'Ente rispetto al precedente esercizio, frutto di scelte strategiche dell'Amministrazione oltre che dell'attività dell'intermediario specializzato deputato alla gestione degli investimenti, ha consentito, in un contesto di perdurante rigore nel controllo dei costi di struttura, di triplicare le risorse disponibili per attività istituzionale, senza sacrificare, peraltro, criteri di doverosa prudenza in vista della salvaguardia del patrimonio,  anche in termini reali e prospettici.

Le accresciute disponibilità, da considerarsi comunque di entità non facilmente ragguagliabile in esercizi ravvicinati, sono state in larga parte rivolte ad "investimenti di missione", vere e proprie strutture stabili al servizio permanente del territorio, senza che ciò abbia però indotto l'Ente a ridimensionare l'attività istituzionale corrente.

Ne è riprova la prosecuzione  dei qualificati progetti avviati, la realizzazione delle nuove iniziative testé illustrate, oltre ad un sostenuto sforzo istruttorio per l'elaborazione progettuale di futuri interventi.

A ciò ha lavorato alacremente il Consesso:
n. 10 sono state le riunioni, n. 76 le deliberazioni di cui n. 53 hanno riguardato l'attività istituzionale.

Il Consiglio ha infatti esaminato nell'esercizio 79 proposte, a fronte delle quali ha accordato la propria approvazione a n. 25 interventi, rinviando n. 29 iniziative a supplementi di valutazione, ritenendo, infine, non accoglibili, per quanto presentanti taluni profili di meritevolezza, n. 25 proposte perché non in linea con i criteri prefissati.

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