Fondazione di Vignola

Burocrazia, democrazia e sviluppo

 

Burocrazia è una parola brutta, già nella sua genesi (etimologica). Deriva infatti dal francese bureau (“ufficio”) connesso al greco krátos (“potere”). Parola brutta che è anche un quasi ossimoro. Ufficio a sua volta deriva dal latino officium, e cioè ufficio, compito, carica ma anche, e soprattutto, servizio. Anche qui è utile l’etimologia: officium è una crasi (unione) di altri due termini latini, opus (lavoro) e facere (fare).
Quasi letteralmente il termine burocrazia potrebbe quindi tradursi con “il potere di chi presta un servizio”. E che potere ha chi deve prestare un servizio? Ha soprattutto il potere di condizionare la prestazione del servizio ai propri interessi, anche non economici. Ha il potere, quando i servizi da prestare sono troppi, di scegliere quali seguire e quali abbandonare. Se non controllato e indirizzato ha anche il potere di non prestare i servizi dovuti.
Ma soprattutto ha il potere di scindere il servizio prestato dalla sua reale funzione. Per cui si giunge all’estremo di certi servizi che vengono mantenuti solo perché ci sia gente che possa prestarli. Ed allora il servizio, che dovrebbe portare un’utilità, diventa un danno.
In che misura ciò sta succedendo in Italia, e perché?

Proviamo a rifletterci insieme a Gian Antonio Stella. Dopo libri di successo come “La casta”, “La deriva” e “Vandali” , pubblica, oggi, “Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli. La guerra infinita alla burocrazia”. L’Autore è a disposizione per rispondere alle domande dei presenti.

Interviene
Gian Antonio Stella, giornalista e scrittore

Introduce
Giuseppe Pesci, Vice Presidente della Fondazione di Vignola

Modera:
Roberto Armenia, giornalista

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Info:
Tel. 059/77.52.46 - info@roccadivignola.it
Tel. 059/76.59.79 - info@fondazionedivignola.it